Cap.29 – La Verità

Che grande parola “verità”. Chi può affermare di possederla. Chi al mondo può dire io conosco la verità. chi al mondo può semplicemente permettersi di professarla. Chi è quell’uomo o quella donna che possano oggi dire “la verità è questa” oppure che il mondo è questo e che funziona così. Il fatto stesso di avere la pretesa e la presunzione di poter affermare di conoscere la verità ci mette sulla cattiva strada se non in una cattiva luce. Indie non conosceva la verità, in realtà non capiva bene nemmeno quello che stava accadendo, ma forse in quella sala era l’unico ancora a non aver capito che cosa stava per succedere. In quella sala Indie era l’unico all’oscuro della situazione. Libera e Fly di fronte a lui, una sorridente e l’altra in lacrime lo guardavano da sotto al palco e lui cercava di evitare gli sguardi. Ma quanto ancora poteva scappare. Quanto ancora poteva reggere quella fuga dagli occhi. Quanto tempo ancora non voleva capire la sua verità. Quanto ancora doveva succedere affinchè egli cominciasse a vedere ed a capire. Erano tutti fermi ed Indie capì che il suo discorso tanto atteso doveva cominciare. Questo però doveva avvenire con Libera alla sua sinistra e Fly alla sua destra e lui al centro del palco. Fece segno a loro di salire e si posizionarono verso il pubblico.

“La verità è una tazza di veleno” diceva Zia Giulia. Queste parole risuonavano nella mente di Indie e quanto erano vere!! “La verità è una tazza di veleno e va bevuta tutta intera” pensava Indie. Cercò di riportare alla mente il giorno in cui zia Giulia gli avesse detto quella cosa. La mente al momento era particolarmente offuscata da quella situazione, ma doveva assolutamente fare uno sforzo per capire prima di cominciare a parlare. I suoi ricordi avevano quasi timore di venir fuori come se qualcosa di terribile li attendesse. I suoi ricordi volevano proteggersi e proteggere Indie per cui faticavano a farsi avanti. Doveva fare uno sforzo sovraumano per tirare fuori qualcosa in quel momento. Quelli erano i ricordi che facevano male, ma bisognava assolutamente rispolverarli per riuscire a capire quella situazione. Indie si comportava come se non avesse scelta ed ogni gesto ormai non sembrava più il suo. “Mi ricordo che un bel giorno incontrai zia Giulia a casa che mi aspettava come al solito seduta di fianco alla finestra in attesa di chissà quale grande evento. Zia Giulia guardava fuori spesso ed ogni tanto dava un’occhiata alla televisione. Guardava fuori forse perchè aspettava quell’uomo che non aveva mai avuto e che non sarebbe mai arrivato. Aspettava la persona che l’avrebbe presa e portata via senza cavallo bianco. Mi raccontava che l’uomo con cui aveva una relazione da giovane non poteva diventare il suo uomo perché era di una famiglia importante del paese e quindi non si poteva mischiare nobiltade e popolo. POichè non potè esser lui, non potè essere nessuno e zia Giulia era rimasta fedele a lui per tutta la vita. Magari lo attendeva lì fuori alla finestra sperando che un giorno potesse venire a prenderla e coronare il sogno di una vita. Ma zia GIulia sapeva benissimo che non era possibile e che il suo lui non sarebbe più arrivato. Forse un giorno l’avrebbe incontrato dall’altra parte, come amava chiamarla lei. Quel giorno zia mi raccontò che a Maiori, paese ridente della costiera amalfitana, dove abitava lei da giovane, viveva in una casa che affacciava su di un patio che al centro aveva una fontana. Prima del 1933, anno in cui si dice che il papa fece una scomunica alle streghe, succedeva spesso di assistere a situazioni paranormali. In quegli anni per esempio capitava spesso di vedere di notte una signora che si recava alla fontana al centro del patio a raccogliere dell’acqua per il suo giardino. Ma la signora era risaputo che fosse morta ormai da tanto tempo. Una storia invece che mi spaventava particolarmente” continuava Indie “fu quando mi raccontò di una signora del paese che in vita era ossessionata dai suoi capelli. Dovevano essere sempre perfetti, mai uno fuori posto e spendeva fortune dal parrucchiere affinchè glieli tenesse sempre in perfetta forma. Un giorno maledetto la signora uscì in montagna con un bel giovane che, preso da un attacco di gelosia, la buttò giù da una scarpata con tanta violenza e nel cadere, e quindi nel morire, inciampando tra i rami degli alberi, le si strapparono i capelli dalla testa. Bene, anzi male, ogni notte la signora, dopo morta, andava a bussare alle case della gente perché rivoleva i suoi capelli. Questa era la storia che mi colpì di più perchè quella storia raccontava di un amore, ed in quel caso, di una ossessione che durava anche oltre la vita.” Gli venne in mente anche quel brano meraviglioso dei Birds “I come and stand at every door” rifatto meravigliosamente da This Mortal Coil in cui il testo recita “…I’m only seven although I’ve died, in hiroshima long ago….. I’m seven now as I was then, when children die they do not grow..” un bambino di sette anni morto ad hiroshima che viene e bussa ad ogni porta perchè spera che ai bambini del mondo venga data l’opportunità che a lui non fu data “all that I ask is that for peace…. so let the children of this world may live and grow and laugh and play..” così lasciate che i bambini di questo mondo possano vivere crescere, ridere e giocare. “Un desiderio di vita e di pace anche dopo la morte questo voleva insegnarmi mia zia giulia dicendomi che la verità è una tazza di veleno, perché la verità ti costringe ad accettare la tua vera natura e che se non riuiscirai a farlo in vita, la cercherai dopo la morte.” Indie si ricordò che quel giorno zia Giulia era particolarmente arrabbiata con lui perchè lo vedeva andare in giro con un motorino, senza casco ed abbastanza malandato.”Tu non mi devi far preoccupare, perché finire sotto ad una macchina è una fine misera e tu non la meriti”. Indie sorrideva a quel pensiero e sistematicamente ripensava a quel motorino. Ma come gli succedeva ormai da qualche tempo all’improvviso si assentava con la mente. Quei ricordi ed in particolare quel ricordo gli fece male. Cercò di andare più a fondo e pensò “devo ricordare cosa successe poi..” Scavò ancora un pò nella sua mente ormai quasi del tutto assente e giunse al momento in cui salutò zia Giulia scese le scale  e si avviò verso il portone. Il desiderio di vivere le cose in cui credi, il desiderio di assecondare il tuo cervello alle tue grandi passioni, la fievolezza con cui le vocine della vita standard arrivano al tuo orecchio non può essere paragonata al caos che una nota può creare all’interno di una persona. Indie voleva vivere la sua vita così, seguendo infinitamente e pienamente le sue passioni. Scavò ancora nel ricordo e si rese conto che all’improvviso come in una strada che finisce, senza uscita, trovò un burrone davanti a sè. Un burrone nei suoi ricordi. Tutto spento intorno e lui sospeso in aria. Niente più, niente zia giulia, e niente città. Una sospensione in volo ed il buio intorno e niente più. Questo ricordo gli faceva sempre più male ma quel buio gli accendeva una luce nella mente. Cominciò a capire cosa stava accadendo. La luce di cui erano colorate le persone che incontrava, la luce che illuminava i suoi pensieri, i suoi viaggi, le sue note diventava sempre più chiara e forte. LIbera e Fly di fianco a lui e Indie al centro accecato dalla luce della sua mente. “Ragazzi” continuò “ora credo di aver capito. Per questo motivo il mio discorso si ridurrà ad un grande ed unico concetto che spero vogliate seguire. “Siate voi stessi”, in tutto e per tutto nella vostra vita, perché non ne avete un’altra e perché questa è troppo breve per essere vissuta con superficialità. Siate voi stessi perché il tempo è tiranno e porta via tutte le cose. Oggi avrei voluto parlarvi di tantissime cose, ma in realtà quelle cose le abbiamo vissute insieme in questa sala mentre suonavamo e vibravamo tutti. Non c’è bisogno che io dica altro oltre il fatto che se avete una passione seguitela e lasciatevi trasportare ogni giorno. Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, oppure il giorno prima dell’ultimo, ma è un giorno. Ed un giorno corre veloce, vi scappa di mano e vi lascia lì da soli in una stanza buia e privi di sensi. Siate voi stessi, sempre e comunque. Vivete quello che avete dentro e non ascoltate nessun altro se non le particelle che sono rimaste attaccate al vostro dna.” Mentre diceva questo la luce si faceva più forte e Indie pià debole. Udiva dei sospiri nel suo orecchio destro: “Indie, forza, ti prego, forza” ma non capiva chi glielo stesse dicendo. Libera sorridente ed alla sua sinistra., Fly disperata alla sua destra. Indie nel mezzo e senza forze attirato da Libera come un ferro alla calamita. Distrutto e disperato continuava il suo discorso: “non fatevi fregare ragazzi, prendetevi la vostra vita.. perché dura poco.., datevi da fare con i vostri sogni e non fate che restino soltanto tali. Siate indipendenti, siate indie come me, in tutte le cose e cercate di ascoltarvi sempre. Quando il cervello vi mostra un mondo, penetratelo, quando una via si biforca percorrete quella che vi sembra più difficile. Non fermatevi ai segnali, non li avete messi voi. Non fermatemi ai sensi unici ai semafori della vostra mente. Non fermatevi e basta. Portate sulla vostra testa i vostri sogni, trascinateli nelle terre che vedete la sera quando vi appoggiate sul cuscino prima di dormire o quando vi chiudete in una stanza a chiave perchè siete disperati. Trascinate i vostri sogni in ogni punto delle vostre terre ed adorateli come se fossero dei. Non state a sentire per forza quelli che vi dicono che la vita va così e quindi va vissuta come la vivono gli altri. Siamo tutti uguali, ma nessuno è come voi. Questo vi volevo dire: “Siamo tutti uguali, ma nessuno è come voi” Unico, irripetibile, organizzato nella totale improvvisazione degli atomi delle cellule dei tessuti degli elettroni. Nessuno è come voi e ripetetevelo sempre davanti ai vostri specchi ed innanzi a questi cacciate via l’estraneo che vedete ogni mattina. Sostituite l’estraneo che vedete ogni mattina davanti allo specchio con la versione vera di voi. Posizionate la verità la vostra verità, davanti allo specchio. Siate voi stessi in quanto siete unici ed irripetibili. Trascinate i vostri sogni ai concerti, al teatro al cinema. Trascinate i vostri sogni nei libri che leggete o che scrivete. Trascinateli nei vostri luoghi di culto e di religione, di letteratura, di cultura e di pace. Trascinate i vostri sogni nei vostri luoghi di guerra ed amore. Trascinate i vostri sogni nei luoghi del silenzio e della morte.” Indie era stremato e distrutto dalle sue parole. Si rendeva conto che stava venendo fuori tutto quello che credeva davvero. “Date alla vostra vita un significato, uno spessore, non fate in modo che gli altri ve la pianifichino, costruiscano oppure la vivano al posto vostro. Date un senso a tutte le cose che fate, date un significato ad ogni nota che suonate. Siate indipendenti e siate Indie come me. Non perdete tempo nemmeno ad ascoltare me. Correte a casa, per chi una casa ce l’ha e prendete il vostro strumento. Suonate quello che vi va, prendete una penna e scrivete quello che vi va. Sono tutte tracce, testimonianze, definizioni della vostra vita. Teoremi ed assiomi che dimostrano la vostra unica ed irripetibile esistenza. Siamo tutti uguali, ma nessuno è come voi. Ripetetelo e costruitevi il vostro unico ed irripetibile mantra personale.” Ormai respirava a fatica. Indie era stanco, ma felice, felice di aver mostrato la sua anima alle persone che aveva difronte. La sua vera anima. Mentre diceva di sostituire la persona che vedevano allo specchio ogni mattina in realtà stava ammazzando la sua. Viveva quello che stava dicendo a tutti di vivere. Viveva la condizione delle sue parole della sua verità. Unica ed irripetibile come lui. Unica ed irripetibile come il dna delle piante, di ogni pianta, di ogni essere vivente. Unica ed irripetibile come ogni nota suonata da Mercoledì e da tutte le mercoledì del mondo. Unica ed irripetibile come lo sguardo delle persone che ti amano. Unica ed irripetibile come i sogni di una notte meravigliosa. Unica ed irripetibile come ogni notte, come ogni luna e sfera di sole. Indie viveva le sue stesse parole. Indie viveva la sua ormai debole stazza, indie viveva la sua stessa indipendenza mentre se ne stava per liberare per sempre. Liberare era il verbo giusto in quanto alla sua sinistra Libera stava per portarlo via da li. Da tutto, si, da tutto. Indie era stanco e stremato e come ogni volta che stava male e stava per cadere c’era Libera lì a recuperarlo, ma non per riportarlo in piedi, ma per capire se fosse giunto il momento della fine. Fly in lacrime alla sua destra sapeva che aveva fatto di tutto per tenerlo su, ma contro Libera c’è poco da fare. Seppur ormai distrutto Indie proseguì:”Siate voi stessi mi raccomando, date il vostro cuore ai vostri sogni ed alle vostre passioni. Datevi ai vostri gesti e vivete ogni singolo piccolo momento con amore. Descrivete ogni singolo movimento del vostro corpo come un atto d’amore verso il tutto. Unitevi alla natura e riconoscetevi in essa. Datevi alla natura e la natura vi accoglierà. Datevi come mi sono dato io. Datevi definitivamente. Questo è il mio ultimo avviso di verità, la mia missione di dirvi di essere indipendenti è finita.” Non più una parola, non più un respiro. Luci basse Indie nelle braccia di Libera, che felice lo portò via con se, finalmente.

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