Cap.16 – Libera

Libera, il suo buio, Libera la sua notte, Libera il suo tormento, Libera le sue manie. Libera era la sua fine, il suo punto di arrivo, il punto di arrivo di ognuno. Libera era l’argomento da tener sempre presente quando ci si rapportava con il mondo. Libera era l’argomento da tener presente quando ci si rapportava con Fly, Libera era da sempre presente e presto poteva diventare il suo futuro. Libera suonava Indie con una semplicità tale da farlo impazzire. Libera conosceva ogni punto di Indie, ogni signolo punto debole. Libera conosceva le strade che portano alle terre del silenzio di Indie e sapeva come e quando trovarlo in ogni punto del mondo, in ogni punto del circolo. Libera era presente in ogni sua attività e sapeva quando intervenire e recuperarlo. Ora era uno di quei momenti. Libera lo guardava dal palco del circolo e sapeva che quello poteva essere il giorno, Libera poi pensava a quello che era successo e si disperava. Libera il suo sonno, Libera il suo risveglio. Libera il suo male, Libera il suo bene eterno. Indossò la chitarra come un vestito e le sue splendide mani affusolate cominciarono ad accarezzarla. Indie mise le cuffie come era abituato a fare quando Libera suonava. Poi mentre lo faceva si rese conto che era la prima volta che Libera lo guardava così intensamente. Indie era abituato al fatto che Libera “non lo guardasse”. Il suondcheck cominciò inesorabilmente ed egli tolte le cuffie uscì di nuovo senza voler ascoltare. Rubò le chiavi del motorino di Benny e si diresse da zia Giulia a farle, secondo lui, una sorpresa.

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