“woke up this morning, i don’t believe what i saw” regnava nella stanza. la voce di sting e la musica dei police. che meraviglia svegliarsi in do diesis minore nona. peccato per il viaggio poteva essere adesso lì a sorseggiare del rosso di montalcino in piazza del campo e non curarsi della serata finale. un nuovo intervento al circolo e nuove persone da convincere a resistere e combattere questo sistema ignobile che ha distrutto la musica e l’arte in genere. Era consapevole che anni di governo assurdo avevano portato la sua nazione ad un impoverimento non solo economico, ma anche e soprattutto culturale. una involuzione studiata nei minimi termini fino a rendere buona parte della popolazione un ammasso di stupidi ed invasati pronti a subire e non a reagire, pronti ad eseguire e privati della facoltà di pensare. La televisione era il cervello di ogni persona e dettava legge. La televisione aveva detto e la gente pensava “Ipse dixit”. Non riusciva a sopportare questa cosa come Neo in Matrix non riusciva a capire perché qualcosa non gli tornava. Ad Indie molte cose non tornavano. I suoi viaggi senza ritorno, il suo acquario immaginario, i suoi abbracci. c’era qualcosa che non tornava, ma per tornare era andata da qualche parte. Indie quella parte proprio s’era perso. Non sapeva da dove veniva e non sapeva se poteva tornare in quello stesso posto misterioso e sconosciuto che forse era la realtà. “Colazione a Santa Lucia”. “Vai!” Libera si era trattenuta con lui, come sempre sapeva dove essere e dove trovarlo. Misteriosamente era sempre di fianco a lui a dargli forza a mantenerlo sulla strada del ritorno alla realtà. “Sendin’ out a sos, sending out a s oooo s”. Sì di quello aveva bisogno, un messaggio in una bottiglia possibilmente non di brunello, che qualcuno potesse leggere per riportarlo a galla. Di primo mattino Indie era simpatico con un tacco a spillo sui coglioni. Un umore fradicio e scontroso. Luci accese, ma era il sole. Un sole arrivato ad asciugare il giorno prima del concerto violento degli elementi. “Oggi se ne è ricordato” sussurrò Indie pensando a Dio. “Oggi si è ricordato che esistiamo e ci sta asciugando i capelli”. “Non essere sempre così duro con Dio, Indie. Del resto è grazie a lui che sei ancora qui”. “Dovrò pur sempre incontrarlo da qualche parte no? Nelle scale magari, quando rientro, oppure al centro storico seduto a sorseggiare un caffè nei mercanti, oppure che so da Titta in galleria mentre guarda un quadro di arte moderna. sempre dovrò recuperarlo da qualche parte. E li gli direi, hey ciao, ah tu sei? non sapevo fossi donna.. mah comunque sono arrabbiato lo stesso con te, nonostante tu sia la donna più bella del mondo.. del resto l’hai fatto tu”. E sorrise come un ebete a queste sue divagazioni religiose “de noi artri”. Libera era lì di fianco a lui e pensava “quando tornerà?” Indie era lì di fianco a lei ed ascoltava i suoi pensieri ed alle sue domande a cui non aveva risposta, ma capiva che era troppo difficile anche per lei sopportare una situazione come quella. Come liberarsi di un cervello se non viaggiando? Si incamminarono dopo essersi cosparsi di colla e lanciati nell’armadio per vestirsi. Indie adorava il fatto che Libera vestisse come un attaccapanni. Ognuno passa e ci appoggia qualcosa sopra senza badare all’assonanza dei colori oppure alla forma dei vestiti, oppure semplicemente se uno vada dentro l’altro. Libera vestiva come un attaccapanni. “Lascerei un bel messaggio nella bottiglia nel mare salernitano” disse Indie “chissà chi lo leggerebbe mai. il mio sos” ci scriverei: “tiratemi fuori da sto casino. Indie!” e basta. “mi troverebbero secondo te?” rivolgendosi a Libera. “io ti trovo sempre. so dove sei, so dove forse andrai, sono qui, accanto a te. perché dovresti spedire un sos, alla fine sempre da me devi tornare.” Indie non sapeva come prendere questa notizia. Fatta colazione Indie decise comunque di allontanarsi e di recarsi nel suo parco giochi preferito: il supermarket. Quando entri in un supermarket il tempo, sia la “misura del” che quello metereologico si annullano completamente. Che siano le 10 del mattino o le 7 di sera le luci al supermercato sono sempre lì accese, costanti e gli odori si somigliano un pò tutti. Tutti quei colori tutti quei prodotti a disposizione di chi li voglia scegliere. Tutti i prodotti sono lì speranzosi di essere scelti e quindi portati fuori da quella eterna piattezza di luci, di facce e di rumori. Di solito la radio all’interno di un supermercato produce spazzatura mediosa. Chi ci lavora all’interno di solito ti guarda e ti chiede con lo sguardo “portami via di qui” chiunque tu sia e qualnque cosa tu faccia. “ti prego, portami via di qui”. Indie doveva comprare la sua schiuma da barba preferita e se riusciva a vincere sulla propria coscienza un pacchetto di patatine light. Si una droga senza eguali. Si infilò nel supermarket di via Arce e salutò tutti essendo una specie di celebrità del posto. Salutò come saluta la first lady quando passa in pompa magna. si recò al banco detersivi e driiin il telefonino. Fly voleva riportarlo alla luce fuori di lì. “Buongiorno”, ed il mi minore settima nona risuonò nuovamente. “Ciao Fly, mi porti via di qui?” “Che c’è? sempre più smanioso ed ansioso di sempre?” “sì ho bisogno di uscire di qui, da tutto, pensa che l’ho sognato” “Ti senti pronto dunque?” “Penso di si, vediamoci” “Di nascosto però” tuonò lei “certo di nascosto, altrimenti che succede se ti incontri con Libera?” l’alfa e l’omega, l’uno e lo zero, il bene ed il bene, il giorno la notte. “ora chiudiamo però t irichiamo io” disse Indie, ma lei “lo sai che non puoi, solo io ti posso chiamare, e saprò quando farlo”. Chiusero la conversazione intanto Indie aveva recuperato la sua schiuma e perse contro la sua coscienza. Niente patatine light, niente giro nel supermarket a vuoto, la telefonata di Fly gli aveva dato come sempre una spinta nuova, un desiderio di uscire da quel turbinio di follie e situazioni incerte. Uscì e Libera era lì: “sapevo di trovarti qui”, “so che lo sapevi” disse lui “ti ha chiamato vero?” e Indie che non sapeva dirle bugie annuì. Il suo message in a bottle era stato comunque lanciato e chissà se fosse stato mai letto e considerato reale. “Passiamo dai miei?” disse lui “perché no, faccio spesso quella strada” rispose quasi sorridendo Libera.
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