Archive for the ‘arte’ Category
La sinfonia improvvisata del mondo
Il suono è l’interruzione del silenzio.
Lo stato di quiete apparente viene improvvisamente modificato dal vibrare di una corda, da un battito cardiaco, dal pulsare di una vena, da una goccia di pioggia nel mare.
Tutto suona inesorabilmente.
Il Mondo intero suona la propria immensa sinfonia improvvisata fatta di passi, respiri, pensieri.
Il suono diventa musica solo quando è in armonia con questa sinfonia, in armonia con la sinfonia improvvisata del mondo.
Questo è il testo di “Arpeggio In” (Anywhere, in the world!, 2005, Max Maffia) recitato in Cinese da Tecla Giordano in una mia registrazione nel 2005.
Per ascoltarla vai sulla mia pagina di Imisound (è il secondo brano del player)

Max @ Melkweg - Amsterdam giugno - 2004
Max
Anthony Malzone – The Art of Prince
Talya
Sono immensamente felice per l’uscita di un CD che personalmente aspettavo da molto tempo.
Si tratta del CD Erga della “Israeli Ethnic Ensemble”. Cantante del gruppo Talya G.A Solan voce stupenda, ottima persona con cui ho avuto l’onore di suonare nel 2006 in occasione delle registrazioni del progetto “The Right Compilation” e del progetto “Daybox” sulle “parti del giorno”. Insieme con Talya venne in Italia l’attuale bassista della band Gilad Ephrat, altro grande musicista e persona speciale.

The Israeli Ethnic Ensemble
Il successo delle persone a cui si vuol bene gratifica! Vi consiglio di ascoltare questa band e di farvi portare nel mondo ricco di magia che la loro musica disegna.
Alcune foto delle sessioni di registrazione del 21/12/2006

Da sx: Sergio Di Nicola, Johnny Sessa, Talya, Gilad, Max

Con Talya allo Studio Lag
Potenza di Facebook
Io non so come ringraziarvi. Io non so come sia possibile che dopo tutto questo silenzio totale, ho detto “cose scomode con tranquillità” come ha commentato qualcuno, e le statistiche del blog della Daybox Records siano schizzate così:
Grazie ragazzi davvero!
Max
Daybox Records – http://dayboxrecords.wordpress.com
My bad trip.
Ispirazione.. cito wikipedia:
“Per quanto riguarda le composizioni artistiche, l’ispirazione si riferisce ad una irrazionale ed incomprensibile esplosione di creatività”.
Mi sento ispirato (respirato su: letteralmente). Ecco perchè scrivo dopo così tanto tempo.
Ho tirato giù la scusa delle linee internet che non arrivavano nel mio nuovissimo ufficio e vai con il silenzio.
Ma stasera mi sento ispirato al punto da poter dare già il titolo alla mia prossima composizione prima di scriverla.
“My bad trip” si chiamerà. E’ nata, ma non esiste. E’ la magia di quando l’embrione di un brano si forma spontaneamente nel tuo corpo gravido. Pensi già al contesto in cui vivrà la tua composizione ed alle sensazioni che ti darà. Certo non saranno mai le stesse ogni volta, ma fanno parte di un trip che tu hai già fatto prima di disfarti della tua urgenza.
Quindi il prossimo brano di cui mi libererò sarà “My bad trip” (e chissenefrega!).
Da stasera una nuova gestazione. dalle 21.39 alle 23.46.. Eccolo il mio BadTrip
E’ solo un’idea. Forse la svilupperò o forse resterà lì. Il fatto è che adesso me ne sono liberato.
Max
…dreaming of a white…
tempo di bilanci, resoconti… del resto è fine d’anno… e che anno !!
E’ successo di tutto, ma alla fine siamo stati insieme almeno su internet. Non ci siamo visti come ogni anno, ma ci siamo detti un sacco di cose. Sono entrate ed uscite nuove persone dalle nostre vite e da quelle degli altri, sono cambiate le condizioni climatiche, le condizioni economiche e le condizioni familiari, prima facevamo un giro in piazza, oggi apriamo facebook, myspace e tutte quelle porcate lì di cui faccio ovviamente parte anche io. Quando non abbiamo il pc ci arriviamo con il telefonino, siamo tempestati di oggetti tecnologici peggio di robocop e cambiamo un telefonino ogni 15 giorni. Poi ci lamentiamo che ne vorremmo uno (solo) che fa solo le telefonate… poi impazziamo perchè non sappiamo configurare gli mms, la email, la push mail, l’applicazione di gmail, insomma…. tutto cambia… il prezzo della benzina, è passato da una bottiglia di rosso di montalcino di banfi ad un merlot di bottebuona? no assolutamente, ma il petrolio si.. cmq.. è più bassa di agosto scorso senza dubbio.. e poi.. cambiano i regali di babbo natale… sisi.. quest’anno non vi arriva un bel niente.. e sapete perchè?? perchè quest’anno bonnie e clyde si sono spostati dall’Arkansas verso casa di Babbo Natale… gli hanno rubato tutti i regali, li hanno venduti altrove e sono scappati su di un’isola deserta ed hanno aperto un ristorante buono buono… come il natale…tiè! alla faccia di chi pensava di ricevere la sesta sciarpa in tre anni…
Vi auguro buone feste, dal profondo del cuore, a tutti, senza distinzioni di età, razza o condizione sociale. Cosa vi auguro per l’anno nuovo ?.. ah già …. una fortuna esagerata.
Peace, Max
aahh PS: non tentate di salvare Babbo Natale… è troppo tardi!
(da sinistra) Clyde e Bonnie
RASSEGNA “IMMAGINI E SUONI DELL’ARTE”
Sabato 1° novembre si terrà la serata conclusiva della I Rassegna “Immagini e suoni dell’arte” presso il Comune di Castiglione del Genovesi.
La Rassegna, iniziata il 4 ottobre, ha voluto presentarsi come un viaggio attraverso tutte le forme della cultura, allo scopo far conoscere i luoghi e le tradizioni della suggestiva Castiglione del Genovesi. Nonostante fosse alla sua primissima edizione, la manifestazione ha raccolto forti consensi e una folta partecipazione, nonché la presenza di nomi importanti del panorama musicale attuale, dal Southern Swing Trio composto da Vincenzo Barbato, Giuseppe Plaitano e Aldo Vigorito, alla pianista Giusy Caruso.
La serata conclusiva di questa manifestazione, resa possibile, grazie alla collaborazione della Provincia di Salerno, del Sindaco di Castiglione del Genovesi Mario Camillo Sorgente, del Direttore Artistico Luigi Cioffi e del Presidente dell’ Ass. Musicale Banda dell’Oratorio Sabatino Bottigliero, sarà suggellata dal viaggio musicale proposto sabato 1° novembre dalla formazione cameristica Keleythos Ensemble.
La Keleythos Ensemble è una giovane formazione cameristica presente sul territorio salernitano, formata da cinque artisti provenienti da tessuti musicali diversi e da esperienze decennali: Luigi Cioffi al sassofono, Francesco Langone alla chitarra, Amelia Mele al pianoforte, Marcello Napoli al violino, Ugo Rodolico alle percussioni.
La Keleythos ensemble proporrà per il 1° novembre, un suggestivo “viaggio-concerto”, accompagnato dalla proiezione di immagini che ci guideranno alla scoperta di un repertorio contaminato e diversificato, da musiche della tradizione irlandese e napoletana, a melodie balcaniche, nella rivisitazione del celebre compositore Pedro Iturralde, per concludere con il tango argentino di Astor Piazzolla.
I concerti si terranno, grazie alla disponibilità del parroco don. Salvatore Aprile, nella Chiesa di San Bernardino a Castiglione del Genovesi alle ore 20.30.
Riflessioni e Suggerimenti per il weekend 3
Ciao.
Scusate il ritardo, ma per ogni cliente e per ogni azienda il termine “prima delle vacanze” si trasforma in “l’ultima data possibile”… poi la fine… Questo era solo per farvi capire che si lavora tanto e con non pochi problemi. Vi piace la mia nuova immagine? Nessuno mi ha detto niente.
vabbè giusto un paio di cosine:
SUGGERIMENTO N.1
1. Vi consiglio di ascoltare il remix (fatto da Sergio Di Nicola dello Studio Lag) del brano “Exit through you” sul sito della Real World (Peter Gabriel). CLICCATE QUI e cercate il remix di Studio LAG
Nel frattempo una letturina sul termine World Music non fa male a nessuno:
L’espressione world music (inglese per “musica del mondo”) si riferisce in genere alla musica che presenta una contaminazione fra elementi di musica pop e musica etnica. Alcuni esempi di questo genere sono l’opera di Peter Gabriel o di Paul Simon. I progetti musicali che attingono a tradizioni culturali diverse tendono a travalicare le classificazioni tradizionali; in questo senso, per world music si intende anche, talvolta, l’opera di artisti che rifiutano di adottare un qualsiasi specifico linguaggio musicale tradizionale, o addirittura, nell’accezione estrema, “tutta la musica del mondo”, intesa come un tessuto continuo di esperienze correlate e componibili, in opposizione alla visione tradizionale della musica suddivisa in generi e tradizioni musicali indipendenti.
In Italia, e prima delle produzioni di Gabriel, il primo artista a produrre un lavoro discografico di grande levatura etnica è stato Fabrizio De André che, nel 1984, insieme al musicista Mauro Pagani, diede alla luce l’album Crêuza de mä (Mulattiera di mare), interamente in dialetto genovese, con arrangiamenti musicali arabeggianti eseguiti con strumenti tipici mediterranei. Questo esperimento ebbe un vasto successo di pubblico e di consensi da parte della critica (anche straniera) e che lo inserì a pieno titolo tra le opere che mutarono storicamente il panorama musicale. Recentemente, Pagani ha realizzato un lavoro analogo per “oggi o dimane” e “Nun è acqua” di Massimo Ranieri. Un altro artista italiano che si può considerare vicino alla world music Lorenzo Cherubini (Jovanotti), che a partire dall’album L’albero (inciso in Sudafrica) ha fatto largo uso di strumenti e stili musicali africani e sudamericani.
Come world music vengono classificati, in modo simmetrico, quegli artisti africani, sudamericani e così via che sono stati “scoperti” dal “business” della musica pop e che in genere seguono un percorso musicale inverso, partendo dalle proprie tradizioni musicali e “sposandole” a schemi adatti a essere ben accolti dal pubblico europeo e statunitense (come Youssou N’Dour, Ladysmith Black Mambazo, Papa Wemba e altri).
Data l’evoluzione dei sistemi di trasporto e di comunicazione anche solo rispetto all’inizio del XX secolo, non stupisce che le tradizioni occidentali vengano in contatto con quelle di altre culture, con reciproca influenza; in questo senso, è verosimile che il confine fra quella che viene chiamata pop music e la musica etnica diventi via via più sfuggente. I critici di questa tendenza osservano che essa potrebbe portare, sul lungo periodo, a una sostanziale “globalizzazione” della musica che coinciderebbe con un depauperamento delle tradizioni musicali dei popoli. Da questa preoccupazione nasce quindi, come contromisura, l’interesse per lo studio e la preservazione delle tradizioni musicali dei paesi del terzo mondo.
SUGGERIMENTO N.2
2. Vi consiglio di leggere “Gomorra” prima di vedere il film “Gomorra”.. ma tanto avete fatto già tutte e due le cose
SUGGERIMENTO N.3
3. Lucia Lamberti pittrice, amica di sempre Guardate i suoi quadri sul suo sito.
E sappiate che a Settembre 2008 inaugura Padula.. Lucia c’è! Poi vi aggiornerò su tutto. Intanto vi lascio qualche notizia aggiornata

Lucia Lamberti è nata a Salerno nel 1973. Vive e lavora a Capriglia (SA).
Principali esposizioni:
2007
- Atelier 07, Fondazione Orestiadi, Gibellina (Tp), a cura di A. Bonito Oliva.
2006
- SHE DEVIL, Studio Stefania Miscetti; a cura di Daniela Cascella, Dobrila Denegri, Tiziana Di Caro, Elena Giulia Rossi.
- Stanze per racconti, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Stio (SA); a cura di S. Vecchio. (Personale).
2005
- Premio Celeste, Magazzini del Sale, Siena; a cura di G. Marziani.
- L’esercizio della memoria, Basiliche Paleocristiane di Cimitile (NA); a cura di E. Zorn.
- Interferenze, Carcere Borbonico, Avellino; a cura di P. De Gregorio.
- Vedo Verde, Palazzo Genovesi, Salerno.
- Smokers, Picagallery, Napoli; a cura di G de Martino. (Personale).
2004
- Electro Art Wine and Sound, La Volpe e L’Uva, Salerno; a cura di T. Di Caro.
- Fairy Tales, Galleria Verrengia, Salerno.
2003
- Giallo Mimosa, FRAC (Fondo Regionale per l’Arte Contemporanea), Baronissi (SA); a cura di M. Bignardi.
SUGGERIMENTO N.4
4. Ozon Factory

tratto dalla pagina myspace.
ricerca, contaminazione, produzione. Ozon Factory è un progetto di produzione e promozione artistica, un laboratorio permanente che ambisce a diventare punto di riferimento e modello per una nuova dimensione di produzioni di qualità. Nello spazio di Ozon gli artisti interagiscono in una logica di cooperazione che, sfruttando le capacità individuali, amplifica le potenzialità di ciascuno ed allo stesso tempo esalta l’espressione collettiva. Gli autori del progetto collaborano con l’intento di diffondere, promuovere e stimolare una nuova e diversa cultura progettuale che sappia avvalersi delle professionalità individuali dei suoi componenti e della collaborazione di strutture, legate al settore della fotografia, dell’arte, del design, della musica e della scrittura creativa, di cui fanno parte. Facendosi imprenditori delle proprie idee e delle proprie capacità, vogliono così dare vita ad una formula che coniughi visione, tecnologia e creatività, attraverso un percorso interdisciplinare di sensibilità e capacità creativa e produttiva che esprima professionalità sui diversi livelli dell’arte.
Mai pianto di fronte ad un quadro?
A me è successo..
al Prado a Madrid nel settembre 2004 di fronte a “Las Meninas” di Velazquez
lo dico oggi solo perchè ricorre l’anniversario della nascita di Velazquez.
Come è mia buona abitudine, vi lascio qualche notizia presa direttamente da wikipedia.org
Las Meninas
Las Meninas, completato nel 1656
| Per approfondire, vedi la voce Las Meninas (Velázquez). |
La protagonista di Las Meninas sembra a prima vista essere una delle infante, Margherita, la figlia maggiore della seconda moglie del re. Tuttavia, osservando le varie parti del quadro, non è più tanto chiaro chi o che cosa sia il vero soggetto dell’opera. È la principessa o forse il pittore stesso? La risposta potrebbe trovarsi nell’immagine dipinta sulla parte posteriore, che ritrae il re e la regina. Si tratta del riflesso di uno specchio, nel quale caso la coppia reale si troverebbe di fronte al quadro al nostro posto? Sono loro il soggetto del quadro? Il dibattito sul vero soggetto di quest’opera è tuttora aperto, e molte delle domande che pone non hanno ancora ricevuto una risposta soddisfacente.
Dipinto quattro anni prima della morte dell’artista, è un caposaldo del periodo artistico del barocco europeo. L’opera è stata esaltata sin dal momento della sua realizzazione; Luca Giordano, un pittore italiano dell’epoca, ne parlò come di una “teologia della pittura“, e nel XVIII secolo l’inglese Thomas Lawrence lo citò come la “filosofia dell’arte“, capace in modo chiarissimo di produrre gli effetti desiderati dall’artista. quali siano questi effetti è stato oggetto di diverse interpretazioni; Dale Brown propone un’interpretazione secondo cui, inserendo nel quadro un ritratto sfumato del re e della regina Velázquez intendesse pronosticare la caduta dell’Impero spagnolo che stava per raggiungere il vertice della propria parabola poco dopo la morte del pittore. Un’altra interpretazione è che il quadro sia di fatto uno specchio, e che tutto il dipinto sia realizzato secondo il punto di vista del re e della regina, quindi la loro immagine riflessa può essere vista sullo specchio posto sulla parete posteriore.
Si dice che sia stato il re a dipingere l’onorifica Croce Rossa dell’Ordine di Santiago sul petto del pittore, come oggi appare sul quadro. Tuttavia Velázquez non ricevette quel titolo che tre anni dopo l’esecuzione del dipinto. Neppure il re di Spagna avrebbe potuto nominare un suo protetto cavaliere senza il consenso della commissione incaricata di verificare la purezza della sua linea di sangue. Lo scopo di queste ricerche sarebbe dovuto essere quello di impedire che venisse nominato qualcuno che avesse avuto anche tracce di eresia tra i suoi ascendenti – il che in pratica significava tracce di sangue ebreo o arabo, o che qualcuno si fosse contaminato dedicandosi alla pratica del commercio. I registri della commissione sono stati ritrovati tra gli archivi dell’ Ordine di Santiago. Velázquez fu ammesso nell’ordine nel 1659. Fu giustificato perché, come pittore del re, evidentemente non era coinvolto nella pratica di vendere i suoi dipinti.
Il filosofo Michel Foucault, nel suo libro del 1966 Le parole e le cose, dedica il capitolo di apertura a una dettagliata analisi di Las Meninas. Spiega i modi in cui il dipinto evidenzia i problemi del concetto di rappresentazione grazie al suo uso di specchi e schermi e le conseguenti oscillazioni tra l’interno e l’esterno dell’immagine e la sua superficie.
Peace, MAX


